Scuola secondaria di 1° grado statale Lucio Lombardo Radice                                                       as 2010/11

 

SI INVITANO TUTTI I DOCENTI  A DEDICARE TEMPO ED ATTENZIONE SPECIFICHE  AD ANALIZZARE I FATTI E LE CONDIZIONI CHE HANNO PORTATO ALLA MORTE   DEI 4 FRATELLINI NEL CAMPO DI  CASILINO 900.

LA NOSTRA SCUOLA SI UNISCE AL DOLORE DELLA FAMIGLIA DI RAUL, FERNANDO , PATRIZIA, SEBASTIAN E A QUELLO DI TUTTO IL POPOLO ROM.

ALLE ORE 12,00 DI MERCOLEDI’ 9 FEBBRAIO IN TUTTE LE CLASSI AL SUONO DELLA CAMPANELLA STRAORDINARIO  SI OSSERVERA’ UN RIGOROSO MINUTO DI SILENZIO, PARTECIPANDO COSI’ ALLA GIORNATA DI LUTTO CITTADINO CHE IL SINDACO HA DECRETATO PER LA CITTA’ DI ROMA

LA BANDIERA ITALIANA ESPOSTA SARA’ LISTATA A LUTTO

FACCIO APPELLO  TUTTI PERCHE’UNA CORRETTA  INFORMAZIONE , UNA ATTIVA MOBILITAZIONE DI OGNI CITTADINO, DI OGNI UOMO E DI OGNI DONNA, DI OGNI GIOVANE  POSSA PORTARE A SCONFIGGERE SEMPRE  OGNI FORMA DI SEGREGAZIONE RAZZIALE  ED, IN SPECIFICO  OGGI E NELLA NOSTRA CITTA’, DI QUELLA NEI CONFRONTI DI ROM.                        

     07/02/2011                                                                                                                 il dirigente scolastico

                                                                     Simonetta Caravita  

 

NAPOLITANO: DARE ALLOGGI DIGNITOSI

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano fa' sentire la sua voce chiedendo in una nota "alloggi stabili e dignitosi": "Ai genitori e alla superstite sorella dei quattro bambini Rom orrendamente periti nel rogo del precario rifugio in cui vivevano, ho voluto esprimere il sentimento di umana solidarieta' che con me oggi provano tutti i romani e gli italiani. E' stata - prosegue la dichiarazione di Giorgio Napolitano - una tragedia che pesa dolorosamente su ciascuno di noi e che ci rende ancor piu' convinti della necessita' di non lasciare esposte a ogni rischio comunita' che da accampamenti di fortuna, degradati e insicuri, debbono essere tempestivamente ricollocate in alloggi stabili e dignitosi". "Le autorita' locali e nazionali - conclude il Capo dello Stato - non possono non sentirsi impegnate ancor piu' fortemente a dare soluzione a un problema cosi' grave in termini umani e civili".

Il sindaco di Roma, in mattinata, aveva spiegato che "per gli alloggi popolari ci sono delle graduatorie e quindi il discorso sarebbe di piu' ampio respiro e piu' lungo termine". Alemanno ha indetto pero' lutto cittadino, la prima volta - ha sottolineato - per vittime rom: "E' mia intenzione indire il lutto cittadino per la morte dei quattro bambini e sceglieremo la data in base alle volonta' della famiglia". Il sindaco ha parlato al termine del vertice in prefettura, convocato dopo il rogoo: "Si tratta della prima volta in cui viene indetto il lutto cittadino per la morte di nomadi"

 

ALEMANNO, NAPOLITANO VISITERA' BIMBI E FAMILIARI

Alemanno ha poi riferito di avere ricevuto una telefonata dal Quirinale nella quale il Capo dello Stato avrebbe espresso l'intenzione di visitare i famigliari dei bambini: "Mi ha telefonato il Presidente della Repubblica che intende visitare i bambini e i familiari".

 

MIGRANTES (CEI), CITTADINANZA E DIRITTI PER TUTTI

Prende posizione anche la conferenza episcopale con Migrantes: "Mentre come Migrantes siamo vicini a Mircea ed Elena, il papa' e la mamma dei piccoli, la speranza ci fa chiedere un impegno maggiore per riconoscere i diritti e la cittadinanza a chi vive nelle nostre citta', impegnandoci in una cura maggiore perche' il minimo vitale sia garantito a tutti e soprattutto i minori siano tutelati". Parole di monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Cei Migrantes che ricorda come i piccoli siano "morti a causa del freddo, della mancanza dell'acqua, per il disinteresse prima ancora che per le fiamme: nella Giornata della Vita, che si celebrava ieri, questo dramma diventa un nuovo appello per la tutela della vita di ogni persona e in ogni famiglia, anche di chi arriva da un altro Paese europeo o e' di una minoranza che non e' ancora riconosciuta". Alcuni banchi di una scuola di Roma, aggiunge ancora mons. Perego, oggi "non avranno quattro scolari. Il cammino di educazione per cui anche il mondo dell'associazionismo e del volontariato si e' impegnato a garantire anche ai bambini rom e' stato profondamente segnato da una mancanza di attenzione al valore della casa". I rom in Italia sono una "piccola citta'": 150 mila persone, meta' dei quali minori e cittadini italiani: "Non si puo' costruire e celebrare l'Unita' d'Italia escludendo dalla nostra cura, dai nostri piani - conclude mons. Perego - un tassello della nostra storia e del nostro Paese"

 

TERRE DES HOMMES, SERVE PREVENZIONE

La morte dei quattro fratellini a Roma nel rogo della loro baracca "non e' una morte caratterizzata, una morte Rom, ma e' semplicemente e tragicamente la morte di quattro bambini che vivevano in condizioni di fragilita' estrema in una citta' e in una nazione che ha i mezzi per offrire a tutti i livelli minimi di accoglienza". La denuncia arriva da Raffaele K. Salinari, presidente della ong Terre des Hommes che chiede "piu' prevenzione e meno emergenza". Salinari insiste: "Non possiamo fare differenze tra le morti; per noi tutti i bambini sono uguali e introdurre una distinzione significa in parte anche giustificare il problema. Vogliamo ricordare alle istituzioni pubbliche che nella condizione di emarginazione crescente in cui vivono intere fasce di popolazione, e con loro migliaia di bambini, non ci sia assolutamente nulla da trattare in modo speciale, ma che anzi cio' purtroppo rappresenti oramai la normalita' e per questo chiediamo piu' prevenzione e meno emergenza"

 

UNICEF, IL DOLORE NON PORTI ALLA RASSEGNAZIONE

"La rabbia e il dolore di queste ore non devono portarci alla rassegnazione", dice dal canto suo Vincenzo Spadafora, presidente di Unicef Italia. Una tragedia, continua, "con protagonisti dei bambini e che ci ricorda quanto ancora ci sia da fare per la sicurezza dei minori nelle nostre citta', non importa siano essi rom oppure no". Per il presidente dell'agenzia Onu, "tutti dobbiamo impegnarci di piu' per impedire che si verifichino ancora incidenti come questo; siamo tutti responsabili: le istituzioni, le famiglie e le organizzazioni che hanno a cuore i diritti e la sicurezza dei bambini. Se continueremo a considerare una questione come questa un'emergenza, non la risolveremo mai. La vulnerabilita' dei bambini oggi e' sempre maggiore e non si puo' pensare di abbandonarli a loro stessi ricordandoci di loro solo dopo tragedie come questa. Le quattro morti di ieri sera ce lo ricordano per l'ennesima volta". E conclude: "l'impegno dell'Unicef e' garantire i diritti di tutti i bambini, partendo da quelli piu' poveri e discriminati"